In morte dell’esame di letteratura tedesca

L’ultimo esame merita sicuramente un post tutto per sè. L’argomento è senza dubbio il più interessante affrontato in questi tre anni: la letteratura della riunificazione tedesca. 8 romanzi, di cui 4 in tedesco, più 3 saggi. Troppo, come ammette il prof, i romanzi sono lunghi e complessi, ma ne è valsa la pena. In fondo qual è il mezzo migliore per comprendere più a fondo un contesto storico se non la letteratura che ne deriva?

Il professor F. – tanto per evocare il modo in cui Kafka non nomina per esteso il protagonista de Il Castello – è davvero uno strano personaggio. Prima di cominciare l’esame della ragazza prima di me esordisce dicendo: “Il prossimo anno si festeggia l’anniversario dei vent’anni passati dalla caduta del muro…è pazzesco…” Mezzo minuto di riflessione guardando un punto non specificato fuori dalla finestra.”Comunque torniamo ai libri del corso…” :S

La riflessione ci sta, soprattutto per uno che sicuramente ha vissuto quegli anni, ma il punto è che, oltre al suo accento deliziosamente tedesco e per questo buffo, le pause sono frequenti e lunghe. È il genere di esame in cui non so mai come agire. Le cose normalmente sono due: o parlo a raffica senza dargli modo di bloccarmi oppure lo assecondo. Di solito scelgo la seconda, primo perchè parlare a raffica in un esame mi frega perchè rischio di incepparmi clamorosamente, secondo perché posso scegliere meglio le parole e con più calma. L’esame è durato una trentina di minuti, un’agonia di analisi psicologiche dei romanzi e racconti di Kafka, riflessioni sui comportamenti del personaggio di Der Tangospieler di Christoph Hein, che consiglio (in italiano “Il Suonatore di Tango”) e riferimenti all’ Iphigenie in Freiheit di Volker Braun. Tutto bene, ho risposto a tutto correttamente, a volte cercando disperatamente di parlare durante le sue pause in modo che non mi parlasse sopra, cosa che detesto -.-

Facendo un bilancio, questo è solo un piccolo traguardo, quello vero arriverà forse tra qualche anno, prima devo pensare alla stupida e insignificante tesina triennale.

Mi aspettavo un po’ più di calore da parte della mia famiglia, invece di un “mica hai finito, devi fare la tesi”…ma sembra che l’unica persona felice sia io…e mi godo ogni istante alla faccia di tutti.

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5 pensieri su “In morte dell’esame di letteratura tedesca

  1. Flavio ha detto:

    Ma chi è il tuo professore? Gassman?

    Comunque, ti giro i miei complimenti, …se può essere utile, sono felice anch’io per te, …nel mio piccolo.

    A proposito di calore, mi hai fatto venire in mente una battuta che avevo rimosso:

    Titolo di un giornale: “Ragazza stufa scappa di casa, i genitori muoiono di freddo”

    8-P

    A presto

    Flavio

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