Viaggio a Malta in inverno – prima parte

Sento molte persone che, giustamente preoccupate dai tristi eventi di questo infelice periodo, rinunciano al viaggio nel cassetto. Attentati in aeroporti, capitali europee, città già martoriate da guerre, fanno sicuramente paura e anche io ci penso bene prima di intraprendere un viaggio. Non me la sento, però, di rinunciare a priori, ovviamente cerco di non scegliere mete nel mirino di questi pazzi senz’anima, ma viaggiare è conoscere, vivere, è felicità. Non dobbiamo rinunciarci!

Detto questo, ho passato 10 giorni, dal 26 dicembre al 6 gennaio, nella splendida isola di Malta.

Abbiamo alloggiato 5 notti a Bugibba (Saint Paul’s Bay) in un appartamento prenotato su AirBnB. Gli appartamenti maltesi sono tutti stretti e lunghi, sembra di essere su un treno. Solitamente l’ingresso dà su un lungo corridoio che termina in una stanza, e sul cui lato destro o sinistro si accede alle camere principali. Nella maggior parte delle case non ci sono i termosifoni perché le temperature sono tendenzialmente miti durante tutto l’anno, però se si viaggia d’inverno è utile avere a portata una stufa elettrica o, meglio ancora, la pompa di calore. Noi dormivamo sotto una stratificazione di coperte che ci riduceva allo spessore di una sottiletta…questo perché in camera da letto non c’erano delle prese a cui attaccare la stufetta.

Veniamo all’itinerario. Abbiamo “tagliato” l’isola in 2 parti: i primi 5 giorni li abbiamo dedicati alla visita della parte occidentale dell’isola, da Rabat a Gozo, i restanti 6 giorni alla parte orientale, da Valletta a Birzebuggia, per intenderci.

GIORNO 1: arrivo

Dall’aeroporto abbiamo raggiunto Saint Paul’s Bay con il bus X3 in circa 1 ora e venti minuti, la corsa più lunga di tutta la vacanza. Trovare l’appartamento prenotato non è stato immediato, abbiamo sbagliato fermata del pullmann e ci siamo fatti un sacco di strada a piedi (per fortuna lo zaino era trasportabile), ma alla fine abbiamo conquistato la meta: spesa, pappa e riposo assoluto.

GIORNO 2: Rabat e Mdina

La temperatura non è così amica come ce la immaginavamo, il vento raffredda parecchio l’aria ed è molto forte, ahimè, perció siamo costretti a girare con giacca, sciarpa e cappello. La mattina, con calma, prendiamo un bus che ci porta a Rabat. Fate attenzione, perché i pullmann spesso passano prima dell’orario stabilito. Ci rechiamo subito alla medina, la città nobile, perfettamente conservata e la cui storia è antica di 4000 anni. Al museo di storia naturale facciamo un abbonamento musei del valore di 50€, che ci permetterà di visitare tantissimi musei e siti archeologici in tutto l’arcipelago maltese. La cittadella è bellissima, arabeggiante e vivace, i colori predominanti sono il giallino delle tipiche case maltesi costruite con pietra calcarea e l’azzurro intenso del cielo. Gironzolare per la medina è estremamente rilassante e ogni angolo e viuzza fa venir voglia di scattare foto come se non ci fosse un domani.

Usciti da Mdina andiamo a visitare le catacombe di San Paolo a Rabat, costruite dai romani per seppellire i morti e  utilizzate come luogo segreto per sfuggire alle persecuzioni. Sono tante e di diversa profondità e grandezza.

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GIORNO 3: Mosta e l’acquario di Bugibba

Questa giornata prevedeva la visita delle catacombe di Mosta e di due siti archeologici lì vicino, ma le cose non sono andate proprio secondo la nostra tabella di marcia. Arrivati a Mosta abbiamo subito fatto tappa alla bellissima e imponente Rotonda di Santa Maria Assunta, una chiesa del XIX secolo ispirata al Pantheon di Roma.

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Iniziamo poi la ricerca senza frutti delle catacombe Ta Bistra: ci affidiamo malauguratamente al GPS, che ci porta in una zona residenziale in collina, dove chiediamo indicazioni, ma tutti ci guardano come fossimo dei matti ad essere arrivati fin lassù, perché le catacombe sono da tutt’altra parte. Dopo svariate ricerche ci arrendiamo e decidiamo di tornare verso la chiesa per mangiare un panino. Dopo pranzo, mentre aspettiamo il pullmann per andare a Mgarr a visitare i templi di Skorba e di Ta Hagrat, apriamo il depliant dei musei e scopriamo che, essendo mercoledì, sono chiusi. Una delusione dietro l’altra. Riguardiamo la cartina di Mosta e, da turisti cocciuti quali siamo, ci rimettiamo alla ricerca delle catacombe e, stavolta, le troviamo! Gioia e trionfo in tutto il regno! Sí, per pochi secondi, perché scopriamo essere chiuse, e anche da parecchio tempo…

Torniamo verso Bugibba e ci fermiamo sul lungomare per fare una passeggiata e goderci il panorama e il sole. A un certo punto ci imbattiamo in una struttura che scopriamo essere un acquario: entriamo e ci dicono che con la nostra tessera musei l’ingresso è gratuito! Ci sentiamo sollevati perché non abbiamo sprecato una giornata e l’acquario è davvero molto bello e ricco.

GIORNO 4: Gozo

Ci svegliamo di buonora e prendiamo il bus per Cirkewwa, da dove partono i traghetti per Gozo (€ 4,65 a tratta). Prendiamo quello delle 9 e in 30 minuti circa sbarchiamo sull’isola; qui prendiamo un altro bus che ci porta in circa 20 minuti a Victoria (Rabat), la città principale dove, per prima cosa, ci compriamo un buon pastizzi per darci la giusta carica.

Questo snack tipico di Malta sembra una sfogliatella napoletana, ripiena di morbido formaggio e sgorgante olio di frittura, che rende tutto più buono e autentico 😛

Visitiamo la cittadella, una città-fortezza perfettamente conservata con al suo interno diversi mini-musei molto interessanti: il museo di archeologia, il museo di storia naturale, il museo del folklore (Gran Castello), in cui si possono assaporare i costumi e le tradizioni dell’isola,  e le antiche prigioni. La giornata è ventosa e limpida, e la vista dalle mura è semplicemente stupenda! Dopo un pranzo veloce prendiamo un autobus che ci porta a Xaghra, dove visitiamo il mulino a vento Ta Kola del 1725; al suo interno si può conoscere da vicino la vita rurale maltese e capire l’importanza del pane all’epoca dell’Ordine dei Cavalieri. Dopo il mulino, è la volta di Ggantija, un sito megalitico del 3600 a.C., costituito da un museo che ne ripercorre la storia, e due templi visitabili all’aperto.

Verso le 15.30 riprendiamo l’autobus che ci porta alla stazione di Victoria, e da lì un altro per il porto, dove prendiamo il traghetto per tornare a Malta. Siamo distrutti, abbiamo visitato tutto quello che avevamo messo in conto e a un ritmo piuttosto sostenuto, ma ne è valsa la pena perché Gozo è stupenda!

GIORNO 5: Mellieha

Che facciamo oggi? Siamo stanchini e vorremmo prenderci un giorno di pausa, e invece prendiamo un pullmann per Mellieha. La cittadina è carina e ha tutta l’aria d’essere, d’estate, vivace e turistica; visitiamo una cappella e il Santuario di Nostra Signora che offre una vista splendida sulla costa e sulla baia di Mellieha, molto rinomata. Gironzoliamo a vuoto mentre cerchiamo un ristorante per la sera e pianifichiamo il pomeriggio. Torniamo a casa per pranzo e riprendiamo il bus per Mellieha sul presto, scendiamo alla Torre Rossa di Sant’Agata, ma decidiamo di camminare fino all’estremità dell’isola: la camminata è rilassante e la vista dalla chiesetta che sorge quasi a picco sul mare vale la “passeggiata” di circa 45 minuti. C’è vento forte, meglio non sporgersi troppo, perché la scogliera è molto alta. Torniamo indietro e saliamo fino al Forte Sant’Agata, che però sta chiudendo. Peccato, ma non importa, ci godiamo l’ennesima vista mozzafiato con tanto di tramonto. Scendiamo a piedi lungo lo stradone e facciamo una breve passeggiata sulla spiaggia deserta: non riesco a fare a meno di immaginare il caos che dev’esserci d’estate, ma grazie al cielo non lo vedrò. Rientriamo a casa per una doccia e torniamo per la terza volta a Mellieha…eh sì, ci piace! Purtroppo la cena non è stata ottima come speravamo: ho assaggiato un piatto tipico maltese che non era cattivo, ma proponeva una serie di cibi dai sapori troppo forti per essere degustati insieme: formaggio di capra, pomodori essiccati, olive, un salame, e altre cosine che non ricordo…peccato!

GIORNO 6: trasferimento a Msida

Il 31 dicembre lasciamo in mattinata l’appartamento di Saint Paul’s Bay per raggiungere Msida, cittadina sul mare vicino a La Valletta. Il nuovo appartamento è molto bello e di recente ristrutturazione, a 1 minuto dal lungomare. Dopo esserci sistemati andiamo a fare la spesa per il giorno dopo e a prenotare un tavolo per la cena al Mamma Mia, un ristorante sul mare che ha ottime recensioni su Tripadvisor. La cena si rivela per me troppo abbondante (una mega insalata mista con salmone, ma di salmone ce n’era uno intero…), quindi chiedo una doggie bag, dato che il mio stomaco ha una capacità ridicola e a volte mi fa fare la figura della ragazzetta che vuole mantenere la linea e quindi mangia aria bollita. No, non fosse che poi sto davvero male, mi sfonderei di cibo come un Labrador. Dopo cena ci godiamo i fuochi d’artificio sul mare di Valletta, insieme a sconosciuti che brindano e offrono cioccolatini.

Buon 2017!

A presto con la seconda parte del viaggio!

(sì, lo so che siamo a marzo, abbiate pietà…)

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