Itinerario di viaggio di due settimane in Myanmar, la terra dei sorrisi

Non è mai facile organizzare un viaggio per filo e per segno prima di partire e capire effettivamente come funziona un paese così lontano da noi: quanto fermarsi in un luogo? Meglio prendere l’aereo o un bus notturno? Prenotare gli hotel oppure andare all’avventura? Se si hanno a disposizione due settimane per visitare un paese come il Myanmar, occorre fare bene i calcoli, ma qualcosa sfugge sempre; ad esempio si legge che, anche se le distanze da coprire non sono sempre lunghe, le strade disastrate e il traffico rallentano a tal punto che si impiegano 5 ore a percorrere 200 km. Se poi si moltiplica il fattore “stagione delle piogge” per quello “alluvione in corso”, il tempo che si perde è ancora maggiore. Bisogna poi darsi qualche giorno per comprendere i meccanismi della società locale: quanto costano effettivamente le cose e quanto cercano di farti la cresta (in Asia sono dei maestri indiscussi), quanto vale la moneta locale, come e con quanto anticipo prenotare i trasporti per la tappa successiva, ecc. Si è sempre di fronte a dubbi, a compiere scelte, prendere le decisioni che si reputano migliori…tutt’altro che un viaggio rilassante! Ma ne è valsa la pena 🙂

3 giorni a Bangkok

Il nostro viaggio inizia qui, nella caotica capitale thailandese. I voli su Bangkok costano meno, ed è un’occasione per visitare una città molto interessante e varia: il cuore turistico è Khao San Road, luogo amato dai backpackers per gli ostelli e le guesthouse economiche. Khao San Road è la follia: di giorno è un mercato di souvenir, di sera una discoteca all’aperto, dove la musica raggiunge decibel impensabili e si possono assaggiare degli ottimi scorpioni fritti (brrr…). La nostra Guesthouse si trovava in una via più tranquilla e piena di bancarelle e ristorantini, Rambuttri Alley, New My House Guesthouse, nome originale. Avendo già visitato entrambi Bangkok in precedenti viaggi, non ci siamo sbattuti più di tanto a visitare le maggiori attrazioni, abbiamo preferito viverla passeggiando a caso e scoprendo vie e scorci pittoreschi e autentici.

Ma…il Myanmar ci attende!

 3 GIORNI A MANDALAY

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Il 29 luglio mattina partiamo dall’aeroporto Don Muang di Bangkok per Mandalay, dove inizia il nostro viaggio in Myanmar! Arrivati in aeroporto si passa subito al controllo visti e passaporti (l’e-visa si fa online qui prima di partire, pagando 50 $ con carta di credito), poi al bus. L’aeroporto è così piccolo che appena esci ti mettono in mano un biglietto del pulmino collettivo (4.000 Kyat a testa), che ti porta diretto al tuo albergo in un’ora circa. Noi abbiamo alloggiato all’Hotel 8, carino e con ottimo rapporto qualità-prezzo. Mandalay è la città dove abbiamo incontrato le persone più dolci del Myanmar: tutti ci sorridevano e i bambini si sbracciavano per salutarci dai bordi della strada, dalle finestre e dai motorini in corsa.

Da vedere assolutamente a Mandalay è il complesso del Palazzo reale: con 10.000 kyat (circa 7.50 €) si visita il meraviglioso palazzo e diverse pagode nei dintorni. Il modo migliore per spostarsi è la bici, che noi abbiamo preso gratuitamente in hotel. Nella stessa giornata siamo andati alla Mandalay Hill, una collina sulla cui cima si trova un bellissimo e coloratissimo tempio, che regala una fantastica vista sulla città e sul fiume Irrawaddy. Incluso nel biglietto è l’ingresso ad Inwa, antica capitale birmana raggiungibile in taxi facendo il tour delle capitali (Inwa o Ava, Amarapura e Sagaing Hill). Per fare ciò abbiamo speso 40.000 kyat, ma secondo me potevamo spenderne anche meno (30/35.000). Da non perdere il ponte U-Bein, il ponte in legno di teak più lungo del mondo (1.200 m).

3 GIORNI A BAGAN

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 Si può raggiungere Bagan da Mandalay in 3 modi:

  • aereo: Bagan è dotata di un piccolo aeroporto;
  • fiume: in 9-10 ore di barca sull’Irrawaddy, ma attenzione, perchè nella stagione delle piogge le ore possono arrivare a 14! Lo sconsiglio.
  • pullman: al costo di 8.000 kyat in 5 ore.

Noi abbiamo scelto la terza opzione, quella che ci è sembrata più economica, veloce e sicura. Il pick-up all’hotel è gratuito e vi lasciano davanti all’hotel che avete prenotato a Bagan. Se siete fortunati come noi, non pagate nemmeno la tassa di 25.000 kyat per entrare in città!

Abbiamo soggiornato al Manisanda Hotel, nella New Bagan, un posticino carino e tranquillo a 12 € a testa a notte. Bagan è suddivisa in: New Bagan, la parte più nuova, con hotel e ristoranti a medio budget, Old Bagan, dove si trovano le pagode e gli stupa più importanti e gli hotel più costosi, e Nyaung U, luogo favorito dai backpackers, dove si trovano gli ostelli più economici. Il modo migliore per visitare la magnifica piana dei templi è l’e-bike, che costa dai 5.000 ai 10.000 kyat al giorno. Noi l’abbiamo affittata da Nyo Nyo, quasi di fronte all’hotel Manisanda, per 6.000 kyat e ci siamo trovati benissimo, la carica è durata tutto il giorno! Assicuratevi sempre che il motorino sia carico e fatevi dare un numero di telefono da chiamare in caso di problemi. Consiglio, meteo permettendo, di trovarvi uno stupa non troppo frequentato dai turisti da cui ammirare alba e tramonto. Bagan è un luogo che mi è rimasto nel cuore per la sua bellezza e perchè è possibile andare alla scoperta dei templi in totale autonomia. Purtroppo è stata recentemente colpita da un terremoto che ha danneggiato circa 200 degli oltre 4000 templi e stupa e ucciso 3 giovani.

2 GIORNI AL LAGO INLE

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Arriviamo a Nyaung Shwe, cittadina a Nord del lago, alle 4 del mattino con un night bus partito alle 19 da Bagan (12.000 kyat). Sappiate che i bus hanno orari davvero scomodi, arrivano a destinazione sempre a orari improponibili! Scesi dal bus prendiamo un tuk-tuk che ci porta da Jetty, dove si può prendere la barca per fare un tour sul lago o raggiungere l’hotel. Altra nota: i guidatori di tuk-tuk sono degli sciacalli, ci hanno detto che la corsa sarebbe durata 15 minuti e ci hanno chiesto 4000 kyat, ma avremo fatto sì e no 3 minuti di viaggio; alla fine, litigando un po’, abbiamo pagato 3000 kyat, comunque un prezzo troppo alto! Da Jetty abbiamo organizzato il tour di 2 giorni sul lago, che ci avrebbe portato a visitare le maggiori attrazioni: pescatori fake che fingono di pescare e chiedono una mancia, coltivazioni di pomodori sull’acqua, davvero affascinanti, un monastero, famoso per i numerosi gatti che vi soggiornano sornioni, diversi laboratori di prodotti tipici, il mercato, e un posto incantevole, la Shwe In Dein Pagoda, che si raggiunge dopo quasi 1 km di porticato e dove si può passeggiare tra centinaia di stupa, godendosi il tintinnio delle campanelline poste in cima a questi ultimi. Abbiamo pagato il tour 53.000 kyat, non avendo altra scelta essendo tutto chiuso, non abbiamo potuto contrattare molto sul prezzo. Il nostro hotel, lo Shwe Inn Tha Floating Hotel, fatto di palafitte sul lago e dotato di piscina e ristorante, davvero incantevole, si trova a un’ora di barca da Nyaung Shwe. Godersi il tramonto sul lago è stata la parte più emozionante del viaggio.

1 GIORNO A BAGO

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In ogni viaggio qualcosa deve andare storto, e per noi è stato il soggiorno a Bago. Arriviamo in città alle 5 del mattino dopo 11 ore di viaggio con un night bus (18.000 kyat, ci hanno fregato perché un altro turista che abbiamo incontrato ha pagato 12.000), andiamo in hotel, il Kanbawza Hinthar Hotel, un posto umido, caro e in una strada scomoda e dimenticata da Dio, dormiamo, usciamo per capire dove ci troviamo e inizia a piovere. Piove fino alle 7 di sera ininterrottamente. La mattina dopo ci svegliamo presto, prendiamo la bici e andiamo a visitare il Kambazathadi Golden Palace, un palazzo molto bello, la pagoda più alta del Myanmar (Shwemawdaw Paya), il Buddha reclinato più grande del Myanmar (Mya Tha Lyaung Buddha) e il secondo Buddha reclinato più grande del Myanmar (Shwethalyaung Buddha), tutto a 10.000 kyat. Come avrete intuito, Bago è una città religiosa, quindi se non siete dei fedeli o appassionati di religione potete tranquillamente saltare questa tappa e proseguire per Yangon, facendo un salto alla Golden Rock, cosa che noi non siamo riusciti a fare. Oltretutto Bago è una città brutta, polverosa e con gli abitanti più molesti mai incontrati. Da dimenticare.

3 GIORNI A YANGON

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Da Bago parte un pulmino per Yangon ogni 15 minuti dalla stazione dei pullman, al costo di 1000 kyat, e raggiunge la città in circa 2 ore. Dalla stazione dei bus di Yangon al centro in taxi (dagli 8000 ai 10.000 kyat) ci vanno circa 45 minuti. Alloggiamo presso Agga Guesthouse, un ostello le cui stanze odorano di umido, non lo consiglio. Si trova a China Town, perciò regnano il caos, la puzza di durian e i topi. La mattina successiva all’arrivo siamo andati a visitare la casa del Generale Aung San (300 kyat), che ha guidato il movimento indipendentista del Myanmar, e il parco del lago Kandawgyi, molto grande e bello, peccato piovesse. All’interno c’è il Karaweik Palace, che noi credevamo fosse un antico palazzo visitabile, mentre invece è un ristorante. Si paga per entrare e vederlo da fuori, quindi lo sconsiglio, lo si può ammirare dai pontili poco sicuri sul lago.

Il giorno successivo andiamo a visitare il People’s Park, che avremmo dovuto pagare 3000 kyat, invece, entrando da un ingresso secondario, non abbiamo pagato nulla; è un parco ordinato e pulito, dove gli abitanti di Yangon possono fare sport, rilassarsi o bere un caffè al bar. Subito dopo andiamo alla Shwedagon Paya, la pagoda più famosa del Myanmar, il cui ingresso costa ben 8000 kyat. Un consiglio: se Yangon è la prima meta del vostro viaggio, visitatela; se è l’ultima tappa e il tempo non è bello, fatene a meno, vi risparmierete una delusione e l’ennesima pagoda. Il pomeriggio ci dedichiamo alla visita del Museo Nazionale (5000 kyat), interessante, su 4 piani, ma ci sono poche didascalie e l’illuminazione è davvero pessima.

Il Myanmar è un paese che ha davvero molto da offrire, le persone sono dolcissime e sorridenti, ma ovviamente chi ha un business turistico cerca sempre di fregare il prossimo. Contrattate e informatevi prima sui possibili prezzi, eviterete sprechi di denaro. Vero che rispetto all’Europa i costi sono ridicoli, ma farsi fregare solo perché turisti, no grazie. I servizi offerti sono ancora da migliorare, ad esempio gli orari dei bus dovrebbero essere regolamentati diversamente, è assurdo che si arrivi a destinazione nel cuore della notte, quando non c’è nulla di aperto e gli alberghi fanno il check-in alle 14…lasciamo loro un po’ di tempo per riprendersi da anni di dittatura militare, forse riusciranno a risollevarsi e raggiungere livelli alti, sperando che il turismo non li rovini!

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10 pensieri su “Itinerario di viaggio di due settimane in Myanmar, la terra dei sorrisi

  1. Giulia ha detto:

    La puzza di durian è terribile, ma anche il sapore non è da meno! C’è chi dice che sia buonissimo e dolcissimo, ma a me ricorda l’antibiotico che prendevo da bambina, brrr..
    Un saluto!

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