Vi presento la mia borraccia

Ecco a voi colei che mi accompagnerà ogni giorno a partire da oggi. So già che diventeremo inseparabili! L’ho chiamata Siggy ed è la nuova borraccia in materiale riciclato della compagnia svizzera Sigg, leggerissima, che finalmente mi libererà da quelle odiose bottigliette di plastica 🙂 Non so ancora quanto la pagherò, perché l’ho ricevuta in anteprima e si parte da un’offerta minima, perciò aggiornerò il post una volta scoperto. Ma avete idea di quanto sono entusiasta? Chi mi conosce bene lo può immaginare…

Ragazzi, acquistate una borraccia, anche se all’inizio vi sembrerà cara, pensate al risparmio futuro e soprattutto a quanti rifiuti in meno produrrete!

16/04/2012. A distanza di mesi, è mio dovere scrivere qualcosa sulla MANUTENZIONE: è possibile che quando si dimentica l’acqua per una settimana nella borraccia (ehm…) si formino cattivi odori e magari muffa. Che fare? Disinfettare!

1) Una volta a settimana metto dell’acqua calda e 1 cucchiaino di bicarbonato nella borraccia, agito per bene, lascio una mezzora, riagito e sciacquo. Con la borraccia di alluminio funziona bene.

2) Un’altro metodo è utilizzare acqua calda e aceto, come sopra. Secondo me va meglio con quelle di plastica, non lascia odore né gusto.

Ovviamente si accettano suggerimenti 🙂

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7 pensieri su “Vi presento la mia borraccia

  1. Federico Tomassetti ha detto:

    Sì ma qual’è la differenza rispetto a riutilizzare una bottiglietta vuota. E’ meno cool? A volte credo che siamo solo consumisti in maniera diversa… quella borraccia arriva dalla Svizzera, probabilmente su camion (vaglielo a spiegare a chi impedisce vengano costruite linee ferroviarie…). Ha un bel disegno e probabilmente tanto marketing dietro…

  2. Macharius ha detto:

    Beh, giusto per dire due banalita’…(perche’ di banalita’ si tratta)

    a) Ovviamente la borraccia in alluminio la riutilizzi n volte (con n>> 100), mentre la bottiglietta di plastica dopo un tot inizia a sapere di muffa e la butti (quando le usavo all’universita’ ne facevo fuori a chilate)

    b) Inutile dire quanto l’alluminio sia piu’ facilmente riciclabile rispetto alla plastica

    c) Il “bel disegno” e’ solo un adesivo applicato dopo (e non dalla SIGG) per pubblicizzare iniziative (non e’ in vendita cosi’), ergo molto poco marketing…

    d) Probabilmente la Svizzera e’ piu’ vicina rispetto a dove producono gran parte delle plastiche delle bottigliette che usiamo. E a parte questo, vista la quantita’ di bottigliette di plastica che si buttano dopo pochi utilizzi, vogliamo vedere dove il bilancio e’ piu’ favorevole?

  3. Babyjan ha detto:

    Direi che Paolo ha detto già tutto. Magari tra qualche tempo diventerà anche “cool” portarsi dietro una borraccia, è quello che mi auguro! Non può che far bene.
    Solo su un punto non sono d’accordo: per me non sono affatto banalità! 🙂

  4. Federico Tomassetti ha detto:

    Non fraintendetemi: sono d’accordo sui vantaggi di non utilizzare le bottigliette una volta e gettarle. Solo trovo che stia diventando una moda quella di queste borracce (al Poli ce n’è una miliardata e anche in giro ne vedo moltissime) quando un qualsiasi recipiente, dalle bottigliette di plastica alle vecchie borraccie, avrebbe la stessa funzione. Ecco, mi pare una moda, del tipo “ho questa borraccia di questo tipo moderno qua che dice che sono figo e che penso all’ambiente”. Almeno, trovo che tanti la vedano così. Mi sembra una tecnologia assolutamente banale e penso se ne trovino dappertutto, che una azienda svizzera si metta a farle lo trovo strano. Mi sembra sia come andare a comprare il pane a Barcellona, voglio dire dovrebbe essere una roba talmente comune e scontata da prendere la prima che capita e non capisco come possa diventare un oggetto cool o innovativo, ecco. Dovrebbero costare 50 centesimi.

  5. Babyjan ha detto:

    Mmm, io sono per l’utilizzare la prima borraccia che capita, non bisogna per forza comprare un modello figo e di ultima generazione solo perchè è di moda e costa 30€. Alla fine ci devi bere. Io ho preso questa perchè è capitato per caso, ero lì mentre parlavano di queste borracce a sostegno di un’iniziativa e l`ho presa. Non lo paragonerei ad andare a comprare il pane a Barcellona, insomma, non è un bene di primo consumo che acquisti ogni giorno, la mia speranza è di acquistarla una volta e basta (sperando duri anni e anni). Se poi ci sono aziende che le producono e ci guadagnano, beh, lo trovo normale e preferisco guadagnino su questo piuttosto che su oggetti usa e getta 🙂

  6. Richard ha detto:

    Interessante questo post. Interessante notare come una ditta abbia riciclato (termine che calza a pennello) il concetto di lattina (vecchio di due secoli) per cavalcare l’onda della ecosostenibilità e ne abbia tirato fuori un nuovo business.

    In effetti l’alluminio è un pregiato metallo leggero che si ricicla al 99% e si può usare per fare mille cose (incarti di cioccolatini, coperture per i camper, biciclette, portatarga per le moto…). Tende però a danneggiarsi facilmente: si sfoglia, si strappa e si crepa (vedi il portatarga della mia moto che ha deciso di creparsi mentre andavo in tangenziale); insomma, bisogna tenergli un po’ di cura. Il difetto è che ha un cattivo gusto! Io mi rifiuto di bere la birra in lattina! Oppure qualche volta quando sono troppo affamato e divoro un cioccolatino mi finisce in bocca un pezzo dell’incarto e mi rovina il gusto! Bleah! 😛

    Quindi brava Barbara: acquista altre borracce in alluminio, limitati a berci ma non mangiarle (altrimenti non ti togli più quel sapore dalla bocca!!!!). Quando sarà ora di “mandarle in pensione” ricordati di gettarle nell’apposito contenitore: esse verranno riciclate (attraverso un processo che produrrà scorie velenose da fare schifo) e continueranno a vivere e magari in fututo diventeranno il telaio della mia prossima moto! 😀

  7. Babyjan ha detto:

    A dire il vero l’alluminio è diffuso proprio perché non trasferisce sapore agli alimenti in esso contenuti, infatti l’acqua non ha gusti particolari, è leggero e resistente, ma questo lo vedrò col tempo. Lo smaltimento provocherà “scorie velenose da fare schifo”, ma non conto di mandare in pensione una borraccia ogni 2 settimane. Il riciclaggio dell’alluminio consente anche un grande risparmio energetico (estrarlo dalla bauxite richiede molta più energia). Per ora ho l’anima in pace.

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