Pian delle Marmotte

Anche quest’anno siamo riusciti ad andare in questo posto davvero magnifico, con un paesaggio stupendo che sembra quasi brutto disturbare con la nostra presenza. Dopo una ventina di minuti di cammino, carichi come gli asini che ci guardano mentre pascolano tranquilli (e sicuramente ci ridono dietro), arriviamo a destinazione e montiamo la tendina. Un cielo blu che sembra finto e un sole che non perdona ci accompagnano tutta la mattina. Passeggiata verso il fiume con lo scopo di mettere i piedini a mollo nell’acqua fredda e prendere un po’ di sole. Errore fatale! Nella mia ingenuità non ho portato con me né il cappello, né la crema solare, ma solo un paio di occhiali “appena offuscati”, come dice Paolo. Io che sono sempre prudente e guardo il sole in cagnesco con la coda dell’occhio. Mannaggia. Per evitare ustioni, Paolo corre alla tenda a prendere tutto. Troppo tardi: non me ne accorgo subito, ma il pomeriggio, quando mi inginocchio e sento un bruciore pazzesco :S Ho le ginocchia roventi, le spalle rosse, i segni del costume, della canotta, dei pantaloncini e dei calzini (quelli poi…) Vabbè.

Il pomeriggio, dopo pranzo, decidiamo di stendere i sacchi a pelo. Mmm cerco il mio ma non lo trovo. Paolo mi chiede: “Scusa, ma quando lo hai preso dove lo hai messo?” “Io? Preso? Ehm, credevo l’avessi preso tu…” E invece no, era rimasto tutto solo fuori dalla macchina. E Paolo parte di nuovo per andarlo a prendere, sperando che sia rimasto lì. Nel frattempo comincia a piovere, l’unica pioggia della giornata, giustamente. Dopo una mezz’oretta torna nascondendo il sacco a pelo – che però io avevo notato- e dicendomi: “Va beh, ci aggiustiamo”, per poi tirarlo fuori e lanciarlo in tenda stanco morto. Con tutte le borse che avevamo ci siamo dimenticati entrambi quel coso nemmeno tanto piccolo da sfuggire alla vista (alla mia forse si ;))

Sonnellino, cena con un risotto secco ai funghi porcini secchi e cioccolato con pane e trotterellare in diretta di due caprioli che io vedevo a malapena, ovviamente. “Dove dove?” “Lì, tra quei cespugli violacei…li vedi?” “Nnnno…”

La notte passa tranquilla, non un filo di vento che mi dia la sensazione che fuori dalla tenda si aggirino orsi, cinghiali, lupi affamati ecc., solo un po’ di freddo verso il mattino e un temporale che ci sveglia di brutto verso le nove e qualcosa. Dopo un’abbondante colazione aspettiamo che smetta di piovere e “leviamo le tende” nel vero senso della parola, per poi tornare alla macchina in tempo per il diluvio.

Bello, bello, non vedevo l’ora di finire gli esami per farmi questo weekend rilassante e divertente!

Sempre un grazie speciale a Paolo 🙂

N.B. Trovate le foto nell’apposita sezione “Photo Gallery”

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2 pensieri su “Pian delle Marmotte

  1. Flavio ha detto:

    Il sole è un amico un po’ traditore a volte.

    Io son riuscito ad ustionarmi stando persino sotto un ombrellone, …ma questa è un’altra storia.

    Deve essere stato un weekend di pace e serenità.

    Peccato, per le nuvole minacciose all’orizzonte, …in montagna è così.

    Un saluto caloroso, …anzi forse di calore ne hai preso anche troppo, …allora facciamo così, un saluto affettuoso a te, a Paolo, ai coyotes, al tuo sacco a pelo scomparso e poi ritrovato, ai tuoi piedini rinfrescati dalle acque dei torrenti, e al segno dei tuoi calzini, …8-P

    Take care.

    Flavio

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